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Ivan Pedretti confermato alla guida dello Spi Cgil

gennaio 13th, 2019 in in-home by Nicoletta Bardossi

 Ivan Pedretti

Con il 90% dei consensi Ivan Pedretti è stato confermato alla guida dello Spi Cgil. La sua elezione ha concluso l’assemblea generale che si è riunita dal 9 all’11 gennaio al Lingotto di Torino.

“Evitiamo di arrivare a Bari divisi e di fare la conta” sono state le parole con il quale Pedretti ha chiuso il congresso in vista di quello della Cgil nazionale che si terrà dal 22 al 25 gennaio a Bari.

E le parole del segretario sono state tutte per il congresso di Bari.

“La democrazia – ha continuato – ci può aiutare. Non dobbiamo avere paura. Chi si candida a governare la Cgil deve poterla guardare in faccia. Ai due candidati dico ‘provateci’ perché è utile per tutti. C’è ancora uno spazio per arrivare a una soluzione unitaria e io sono per ricercarla”.

“Cara Susanna – ha esordito il dirigente sindacale nel suo discorso prima del voto finale –, sono proprio d’accordo: la Cgil, lo Spi, devono avere uno sguardo lungo, la capacità di capire i processi di cambiamento, le trasformazioni, e provare a governare e tutelare al meglio la rappresentanza di lavoratori, lavoratrici, pensionate e pensionati. E spero, auspico, che faremo un grande sforzo per rappresentare le nuove generazioni, coloro che non hanno avuto la possibilità, come l’abbiamo avuta noi, di poterci organizzare e stare in un collettivo dove costruire proposte e azioni, ribellandoci ai poteri costituiti”.

In una società siffatta, dove le protezioni sociali per i giovani, le donne e gli anziani, sono messe seriamente in discussione, “l’unica via – ha sottolineato l’esponente dello Spi – è proporre un welfare universale. La salute è di tutti, non si può separare tra un territorio e l’altro. L’operazione messa in piedi della Lega prima, e sostenuta oggi persino dal M5s, di rafforzamento del potere della territorialità, è foriera delle divisioni. Ma anche la locomotiva di Milano può incepparsi se il Paese si rompe, è un tema di tutti”. La divisione indebolisce la democrazia, “perciò c’è bisogno ancora dell’ossigeno della democrazia di mandato, partecipata, del ruolo dei soggetti intermedi, altrimenti un Paese altrimenti non sta in piedi. Noi dobbiamo sostenere con forza questo obiettivo e la prima cosa da fare è discutere con i nostri rappresentati, provare a litigare con loro, anche se qualcuno ci fischierà. Non è una questione ideologica, ma di merito: quota 100 non è la riforma della Fornero, dobbiamo spiegarlo ai lavoratori. Perché se io dico che va bene, sto avallando un’azione di disuguaglianza sociale che lascia fuori le donne e i giovani con carriere discontinue”.

Tra i temi toccati e ribaditi, c’è anche la sollecitazione a “guardare avanti per un’idea di un nuovo sindacalismo unitario confederale. È possibile farlo, bisogna provarci – insiste Pedretti –, anche in virtù del cambiamento politico e sociale straordinario che stiamo vivendo. La manifestazione unitaria del 9 febbraio sarà una prima grande iniziativa per aprire una fase nuova e lo Spi sarà presente con tutta la sua forza, perché quello è uno spazio di innovazione”. Così come con forza il sindacato deve stare sul territorio, “come abbiamo fatto per esempio aiutando le persone colpite dal terremoto”.

 

Author: Nicoletta Bardossi

Giornalista multimediale. Co -fondatrice dello Studio Associato ObiettivoTre

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