A Clear-Cut Premium Community Wordpress Theme

3° Congresso provinciale Spi Firenze: il Documento conclusivo

marzo 5th, 2014 in Le nostre iniziative by Nicoletta Bardossi

 

1780618_545513428897764_1432829083_n

Firenze – Si è concluso ieri a Firenze a Villa Montalvo il 3° Congresso provinciale Spi Cgil. A conclusione della due giorni è uscito un documento politico con le riflessioni e gli obiettivi dello Spi Firenze.  Nella due giorni sono stati 24 gli interventi dei delegati oltre al contributo di Mauro Fuso e Mario Batistini della Cgil Firenze e Claudio Bicchielli dello Spi Cgil Toscana mentre le conclusioni sono state di Ivan Pedretti dello Spi Nazionale.

Il Congresso ha approvato un ordine del giorno contro il femminicidio. Sono stati votati anche i delegati per i congressi delle istanze superiori (Cmdl e SPI regionale). Il Direttivo sarà di 73 membri e il collegio sindacale di tre membri con liste unitarie. Ecco il documento conclusivo:

DOCUMENTO POLITICO DEL III° CONGRESSO SPI-CGIL della Provincia di FIRENZE

Il Congresso approva la relazione introduttiva del segretario, i contributi provenienti dal dibattito, le conclusioni del segretario nazionale Ivan Perdetti.

Lo Spi di Firenze si riconosce nel documento congressuale “Il lavoro decide il futuro” e ne assume i contenuti, insieme a quelli presenti nel documento dello Spi Nazionale “La forza del nostro viaggio”, come indirizzo delle proprie attività territoriali.

Quello che stiamo vivendo è il secondo Congresso che celebriamo in un periodo di profonda crisi. Da crisi finanziaria, nata da una bolla speculativa pensata e applicata dall’altra parte del mondo, si è trasformata rapidamente in crisi produttiva, politica e sociale; in breve di sistema

La classe dirigente pare aver abdicato al proprio ruolo di indirizzo politico delle comunità che dovrebbe governare, affrontando questa crisi con accanimento contabile sui bilanci, senza considerare la ricaduta sulle popolazioni, come è avvenuto nel caso della Grecia.

 L’Europa, guidata in prevalenza da governi di destra, ha abbracciato quella teoria per cui il mercato è in grado di autogestirsi e autoregolarsi, quindi non servono regole che disciplinino una finanza che della “creatività” ha fatto un uso quanto meno spregiudicato, e soprattutto non ha tenuto insieme la possibilità di crescita economica e di crescita delle persone con il tenere i conti in ordine.

L’Europa del futuro, per noi, dovrà essere l’Europa dei popoli e non della finanza, come era stata pensata dai “padri fondatori”.

Invitiamo e sosteniamo la nostra categoria nel proseguire l’attività all’interno del sindacato europeo rendendo la FERPA sempre più incisiva nella difesa delle politiche per gli anziani, messe a dura prova dal depauperamento dello stato sociale praticato negli ultimi anni e per un rilancio di politiche inclusive per pensionate e pensionati, con interventi dettati da politiche simili, se non uguali, in tutti i Paesi che compongono l’ Unione Europea.

Nel nostro Paese, dove la crisi e le politiche miopi dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni, hanno costretto l’azione sindacale al tentativo, anche in solitudine, di difendere ciò che eravamo riusciti a raggiungere, è necessario opporre resistenza a quanto di negativo veniva proposto in materia di prelievo fiscale e tariffario soprattutto su lavoro dipendente e pensioni, di welfare, di organizzazione del lavoro, e in ambito previdenziale.

E’ necessario ripartire dalla consapevolezza che questi temi e la loro gestione sono alla base del Ben Essere delle persone.

Rilanciare l’azione sindacale, anche con una rinnovata unità con FNP-CISL e UILP-UIL, per ritornare a una stagione di proposte innovative, che si rapportino con i bisogni delle persone e con i cambiamenti in atto nella società. Proposte condivise dai nostri rappresentati ed in grado di condizionare le scelte del governo, poiché è imperativo tornare a dare risposte concrete alle pensionate e ai pensionati.

E’ particolarmente importante introdurre una vera riforma fiscale che modifichi profondamente i parametri del prelievo, introducendo una progressività che, così come nella proposta CGIL, lasci le risorse a chi ha meno e aumenti il prelievo a chi ha di più. Ugualmente importante è modificare la riforma Fornero per recuperare innanzitutto quel concetto di solidarietà, alla base del patto fra generazioni, che ha ispirato il nostro sistema pubblico previdenziale, ma anche per dare certezza ad un diritto, quello alla pensione, e per recuperare una flessibilità nell’uscita dal lavoro che non produca storture nei confronti di lavoratori precoci o impegnati in attività particolarmente usuranti.

Resta inoltre da affrontare il serio problema dei pensionati incapienti con contributi, che accrescono la popolazione povera del nostro Paese.

Stiamo vivendo una severa riduzione del valore delle pensioni in rapporto alla crescita del costo della vita: aumenti dei costi non solo in termini di aumento dei prezzi dei prodotti, ma anche del costo dei servizi, soprattutto quelli socio-sanitari, con ticket esosi o con riduzione di erogazioni dei servizi stessi. Con il blocco della rivalutazione è stata messa una patrimoniale: a noi sì, ai ricchi no.  (A questo proposito ribadiamo la necessità di recuperare la rivalutazione delle pensioni per una piena salvaguardia del potere d’acquisto dei pensionati, anche riprendendo il percorso, avviato con l’ultimo governo Prodi, su: estensione della 14° mensilità, coefficienti, montanti, insomma sui meccanismi di calcolo della pensione, soprattutto in funzione delle future pensioni dei giovani).

Diretta conseguenza è la diminuita capacità dei pensionati di accedere a quei servizi che consentono di salvaguardare l’autonomia nella gestione della propria vita: si sceglie di non curarsi per l’insostenibilità economica delle prestazioni.

E’ nostra intenzione impegnare tutte le strutture della nostra categoria ad un’analisi attenta dei cambiamenti che intervengono sempre più velocemente, in questo periodo, sul territorio, per finalizzare la nostra azione e al contrasto e alla proposta, qualificando, una volta di più, il nostro ruolo contrattuale di tutela collettiva ed individuale a partire dalla difesa della salute, quindi dall’accesso ai servizi.

La nostra è una categoria “sindacalmente attiva”, quindi è nella contrattazione che si esplica uno dei nostri ruoli primari. Occorre porre alla discussione nostre proposte e rivendicazioni direttamente suggerite dall’attenzione che poniamo al territorio. Riteniamo utile rafforzarla ed estenderla.

Rafforzarla impegnando la confederalità e, di volta in volta, le categorie o i servizi interessati, ad un’elaborazione di piattaforme o di obiettivi territoriali, utili a superare i problemi che incontriamo. Rafforzare la contrattazione significa anche farla vivere nei territori, nelle Camere del Lavoro, coinvolgere i delegati e le delegate, oltre che i funzionari e le funzionarie, sia nella fase di progettazione che nella fase di valutazione delle azioni fatte e dei risultati conseguiti. Sulle azioni fatte ed i risultati conseguiti lo SPI individua come prioritaria una capillare azione di informazione verso i propri iscritti.

Lo SPI della Provincia di Firenze ritiene impellente la necessità di un cambiamento, da produrre con la CGIL, sia nelle articolazioni organizzative che dovremo assumere per meglio rispondere ai cambiamenti sul territorio anche in materia di modifiche istituzionali, sia nel rilancio di un’azione contrattuale che deve necessariamente vederci protagonisti.

Estenderla, affrontando in maniera diversa il confronto sul bilancio preventivo dei comuni, dove a volte si assiste ad una surroga di discussione perché criteri e capitoli di spesa sono già stati individuati; occorre chiedere ed ottenere un confronto sul bilancio consuntivo che ci permetta di valutare la linearità dell’azione dell’amministrazione locale e di quanto abbiamo concordato.

Fra le proposte da mettere in campo il bilancio di genere, che ci dà l’immediata comprensione di quali fasce di cittadini siano beneficiari di un capitolo di spesa e di come sia orientata l’attenzione dell’amministrazione. Dobbiamo mettere in campo un’ azione contrattuale parimenti impegnata nella salvaguardia e applicazione di quei diritti di cittadinanza che dovrebbero qualificare il nostro Paese, come la semplificazione dei percorsi di accesso ai servizi, la creazione di strutture di solidarietà e di socialità, l’accesso all’educazione permanente in ogni momento della vita, la diffusione di politiche innovative sull’abitare o che comunque, senza rinunciare al concetto di domiciliarità, consentano all’anziano di sentirsi dignitosamente fra le proprie quattro mura. Non ultime, quelle politiche tese ad una rinnovata socialità, che si è perduta in larghe fasce di territorio, per arginare il sentimento di solitudine vissuto spesso dai grandi anziani, ma anche da chi ha perduto un sostegno familiare o da chi accusa una patologia, mettendo in campo azioni necessarie per una” ricostruzione”civile e morale del nostro Paese.

Nell’ambito dei cambiamenti che SPI, insieme alla CGIL, si propone di attuare, è da ascrivere un’azione contrattuale che sia sempre più impegnata nella difesa del Lavoro: lavoro tutelato, lavoro dignitoso, lavoro come volano per la ricrescita del nostro Paese.

Come sottolineato dal Piano del Lavoro presentato dalla CGIL fin dallo scorso anno, lavoro come fonte di reddito per i nostri figli, le nostre figlie e i nostri nipoti, che anche sollevi i pensionati da quel ruolo di “ammortizzatore sociale”,ormai universalmente riconosciuto, ma non scelto, anzi troppo spesso imposto dall’impoverimento delle famiglie.  Impegniamo la nostra struttura ad avviare la discussione su una diversa e flessibile articolazione delle nostre delegazioni trattanti, in funzione della distribuzione territoriale dell’argomento da discutere.

Pensiamo agli ambiti ATO per le tariffe dell’acqua, ad esempio, piuttosto che alle Società della Salute o alla trasformazione che subiranno.

Nell’organizzazione che dovremo in parte modificare, in parte costruire per rispondere compiutamente ai cambiamenti in atto, alle domande e ai bisogni che quotidianamente ci vengono posti, il ruolo della Lega assumerà un’importanza sempre crescente. Con la diffusione che abbiamo dato alle nostre sedi, il ruolo di presidio territoriale, oltre ad essere inderogabile, impone un nuovo sviluppo nella struttura della lega, propedeutico al lavoro e alla società che cambia.

 La Lega valorizzerà sempre più i volontari e le volontarie che si rendono disponibili a seguire percorsi formativi sia affiancandoli a volontari esperti, sia inserendoli nel lavoro quotidiano e nell’organizzazione sindacale.

 La Lega sarà impegnata a proseguire e allargare a tutti i settori della propria attività la metodologia progettuale. Lavorare per progetti implica senz’altro un ulteriore sforzo organizzativo, ma permette di impegnare più volontari e volontarie su argomenti specifici, con tempistiche predefinite, quindi con un impegno che non sia vissuto come totalizzante, cosa che fa letteralmente scappare molti nuovi volontari!

Proprio la ricerca di nuovi volontari è uno dei punti su cui deve rafforzarsi la nostra attività quotidiana: dobbiamo strutturare questa ricerca, partendo da un progetto per organizzare la nostra conoscenza con i nuovi iscritti.

Non possiamo aspettare che ai pensionati arrivi una qualche lettera, una truffa, uno sfratto o altro ancora perché ricordino di essere nostri iscritti: dobbiamo essere noi ad andar loro incontro, chiamandoli, parlandoci per conoscerli, ma soprattutto per farci conoscere come categoria sindacale che ha progetti, ha obiettivi, vuole un costante rapporto con i propri iscritti.

Occorre creare in tutte le Leghe il Coordinamento Donne, come spazio di autonoma elaborazione sulle problematiche che interessano in prima istanza le donne, ma le cui risoluzioni risultano utili a tutti. Non solo: la formazione di questo organismo, oltre ad essere un ulteriore luogo di accoglienza per le compagne che liberamente lo scelgono, rappresenta una occasione per avvicinare e “far crescere” volontarie in modo da raggiungere quel concetto di democrazia compiuta perseguito dalla nostra categoria attraverso l’obiettivo della rappresentanza paritaria, così come sancito dal nostro Statuto, richiamato nel documento dello SPI Nazionale “La forza del nostro viaggio”, e dando seguito ad uno degli obiettivi dell’Azione 9 (Libertà delle donne) della tesi con prima firmataria Susanna Camusso.

Si è rivelato interessante e proficuo lo scambio fra Leghe che hanno lavorato su progetti comuni. Ci impegniamo ad allargare, con il consenso delle leghe interessate, questa esperienza ad altri territori, esaltando anche la possibilità di impegnare volontari che si rendano disponibili ad intervenire su territori limitrofi, mettendo in comune competenze ed esperienze.

Nel corso degli anni la CGIL ha creato un sistema di servizi con enormi competenze e professionalità; ma negli anni i servizi si sono “chiusi” nelle loro conoscenze e con scarsa comunicazione fra sé : ognuno si preoccupa dei propri orari di apertura e chiusura degli sportelli o del sistema degli appuntamenti. Insomma, nel corso degli anni abbiamo rafforzato la qualità dei servizi che offriamo, ma non siamo riusciti ad aumentare la nostra diffusione e presenza sul territorio

Per noi questo è un problema, perché la contiguità con i servizi offre ai nostri iscritti un ulteriore motivo di fidelizzazione dell’iscrizione. Nostro primo obiettivo consisterà nell’individuazione di azioni utili al recupero del valore dell’appartenenza, che ha fatto grande il nostro sindacato. Sentirsi tutti parte di una grande organizzazione quale la CGIL è.

Si ritiene necessario che la Camera del Lavoro, insieme anche allo SPI Provinciale, coordini l’insieme dei servizi sul territorio e cerchi di creare una omogeneità di metodo del loro svolgimento valido su tutta la Provincia.

La struttura provinciale si impegna sempre più a contribuire all’elaborazione dei progetti con le leghe, fornendo tutti i supporti possibili, in ogni settore del nostro lavoro, ponendo grande attenzione al proselitismo, alla formazione di nuovi volontari sia per la tutela collettiva(contrattazione) sia per la tutela individuale (pratiche di supporto ai servizi), che per lo sviluppo della tutela sociale(progetti di Educazione Degli Adulti, alfabetizzazione informatica, socializzazione, etc.) .

Al nuovo Direttivo territoriale SPI sarà demandata la creazione di“gruppi di lavoro”sulla contrattazione, la previdenza, la formazione, l’ informazione, dando continuità all’esperienza fatta, e in un’ottica di uniformità della nostra azione su tutto il territorio provinciale

La struttura provinciale si impegna, con tutta l’organizzazione, a rafforzare i legami di confederalità che ci hanno permesso negli anni di crescere, perché siamo stati in grado di vedere le varie e diverse problematiche collettive che assumono importanza trasversalmente alle categorie di lavoratori e lavoratrici, alle classi sociali, nelle diverse età della vita.

Nel dibattito del 3° Congresso SPI-CGIL di Firenze è emerso un giudizio positivo sui contenuti dell’accordo sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014.Nel giudizio, nell’evidenziare carenze di metodo, si ritiene che l’accordo sia un avanzamento, rispetto all’esistente, sul versante democratico.

Lo SPI di Firenze auspica che si possa ricomporre un’ unità di giudizio, se necessario anche attraverso l’espressione di voto, come deciso dal Comitato Direttivo Nazionale.

Lo SPI di Firenze ritiene che anche i lavoratori pensionati debbano avere la possibilità di esprimersi.

A fronte della decisione dello SPI Nazionale sulla non partecipazione al voto dei pensionati, possiamo condividere questo percorso SOLO se serve a ricomporre un quadro unitario e condiviso; ma nella chiarezza che questo è un atto volontario e squisitamente politico dello SPI, ribadendo l’eccezionalità della situazione e la sua non ripetibilità in quanto la categoria SPI è parte integrante e di pari dignità della CONFEDERAZIONE, esattamente come tutte le altre categorie.

Author: Nicoletta Bardossi

Giornalista multimediale. Co -fondatrice dello Studio Associato ObiettivoTre

Enjoy this Post? Share it on your favorite social bookmarking site...

Submit to Mixx Submit to StumbleUpon Submit to Delicious Submit to Digg

Leave a Reply

Related Posts

Check out some more great tutorials and articles that you might like.

  • borse prada
  • borse burberry
  • borse chanel
  • borse louis vuitton
  • borse gucci
  • borse dior
  • borse hermes
  • ugg roma
  • woolrich zalando
  • cuffie beats
  • fendi borse