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Case popolari a Firenze: aumenta il disagio abitativo

gennaio 17th, 2017 in Le nostre iniziative by Nicoletta Bardossi

condominio Firenze

Un mese fa si è concluso il bando per le case popolari a Firenze: dopo quattro anni di attesa, erano tante le aspettative e molte sono state le famiglie che hanno fatto richiesta di una casa del comune di Firenze.

Il bando conteneva l’aspetto innovativo di essere per la prima volta on line e di avere nuovi criteri di assegnazione dei punteggi per effetto dell’entrata in vigore della legge regionale. Quali sono stati i risultati? Non certo esaltanti. La fotografia che è stata scattata (presentata stamani in conferenza stampa da Laura Grandi di Sunia Firenze e Carla Bonora di Cgil Firenze) rappresenta una società sempre più in difficoltà economica e sociale.

Famiglie che vivono nella più totale incertezza per il loro futuro, famiglie che fanno fatica ad affrontare la quotidianità. Il Sunia aveva avuto mandato dall’amministrazione di aiutare i cittadini nella compilazione della domanda, che tra l’altro prevedeva la necessità di possedere un codice pin per accedere ai servizi on line del comune ed un indirizzo di posta elettronica. Il numero di persone che si sono rivolte al sindacato è stato altissimo: 925 persone sono ‘accorse’ nel corso dei 60 giorni di apertura del bando e di queste, 701 hanno riempito la domanda tramite il sindacato. Questo numero l’abbiamo preso come campione campione, diciamo che ci siamo ‘serviti’ di loro per capire come la città avesse cambiato volto nel corso degli ultimi quattro anni e abbiamo constatato come l’indagine dell’Istat sui dati della povertà, trova conferma anche nella nostra città. Ma partiamo con i dati: il 64% per cento sono cittadini extracomunitari, dei quali il 26% dell’America latina, il 23% albanesi%, il17% della ex Jugoslavia, 34% del nord Africa. Mentre il 36% sono cittadini italiani.

Del campione intervistato, il 28% dichiara di essere disoccupato, mentre il 100% riferisce laconicamente di non avere un reddito sufficiente ad arrivare alla fine del mese. Ma il dato che più ci ha sorpreso, è quello relativo al lavoro irregolare: infatti il 56 % delle persone intervistate ci ha riferito di non trovare alternativa e di lavorare a nero (loro malgrado), costretti dalla situazione di difficoltà e dalla crisi economica. Il 65% delle donne disoccupate riescono a raggranellare, svolgendo soprattutto lavori a nero di domestica, colf / badante fino a 300 euro mensili, mentre le altre arrivano a prendere tra i 100 e i 300 euro mensili; mentre gli uomini disoccupati (oltre l’80% dichiara di aver perso il lavoro nell’edilizia) trovano lavoro soprattutto nell’ambito della ristorazione (cuochi, inservienti), pulizie e sempre nell’ambiente edile ma rigorosamente a nero e in stato di totale mancanza di sicurezza, con entrate tra i 300/ 500 euro.

Il 45% dichiara di dover integrare il reddito soprattutto per i figli, per comprargli dei vestiti, per fargli fare dello sport, per comprare quaderni e zainetti, comunque cose per la scuola. Il 37% abita in appartamenti umidi, con tracce di muffa alle pareti e soffitte che presentano una umidità diffusa e permanente; mentre il 44% dichiara di soffrire il freddo d’inverno, non potendo riscaldare adeguatamente la propria casa. Altra nota dolente: gli affitti. Il 65% dichiara di avere affitti, che superano il 40% del proprio reddito.

In molti casi il canone di locazione assorbe oltre il 50 per cento del reddito della famiglia. Affitti molto alti, che si devono accompagnare a rate condominiali che fanno lievitare la quota mensile destinata alla casa. L’unica nota ‘drammaticamente’ positiva è il netto calo dello sfratto per finita locazione: solo un 10% di intervistati dichiara di avere una sfratto perché il contratto è finito. E questo dato non vuol dire che no vi sono più sfratti a Firenze; infatti sono tutti per morosità ed oltre il 45% dichiara di avere un’esecuzione forzata in corso, ma con la nuova legge, tale fattispecie non prevede un punteggio nella domanda. E qui si incrociano i dati degli sfratti.

Author: Nicoletta Bardossi

Giornalista multimediale. Co -fondatrice dello Studio Associato ObiettivoTre

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