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Coordinamento Donne: La generazione di mezzo e le giovani donne

giugno 16th, 2016 in Coordinamento donne by Nicoletta Bardossi

nonne e ancora figlie

Nonne e ancora figlie: un rapporto che dietro l’apparenza patinata di tanta pubblicistica nasconde difficoltà e conflitti difficili da gestire e che le stesse donne a volte faticano ad ammettere.

Per questo Daniela Borselli, segretaria dello Spi Firenze con il Coordinamento Donne dello Spi ha pensato di dedicare a questo tema un incontro-seminario “Nonne e ancora figlie – La generazione di mezzo – tra privilegio e condanna” che si è svolto il 25 maggio alla Camera del Lavoro fiorentina.  

All’incontro hanno partecipato Simonetta Soldani, Docente di Storia contemporanea; Annalisa Tonarelli, Dipartimento di Scienze politiche e sociali. A concludere i lavori è stata Paola Galgani segretaria generale Cgil Firenze.

Abbiamo ripercorso con Daniela Borselli i temi affrontati nella giornata cominciando proprio dai motivi che l’hanno spinta a concentrare la riflessione – di concerto con il Coordinamento Donne SPI Firenze –  sulle “nonne ancora figlie”.

L’intenzione – ci dice Daniela Borselli – era quella di partire dalle nonne dei nostri giorni che oltre a curare i nipoti devono prendersi cura dei propri genitori e che finiscono per essere risucchiate da questa condizione sia emotivamente che fisicamente senza avere più spazio e tempo per loro stesse. Ma l’obiettivo finale non era quello di parlarne per denunciare la mancanza di servizi né di parlare delle donne della mia generazione che, nate nel dopoguerra, hanno vissuto cambiamenti epocali: da bambine hanno visto entrare nelle case la televisione, il frigorifero e poi hanno vissuto le rivoluzioni studentesche, il femminismo, le lotte operaie.

Parlare delle nonne – figlie è stato il “pretesto” per focalizzare l’attenzione sulle giovani generazioni per capire cosa le aspetta nella gestione della cura familiare e quanto delle lotte portate avanti dalle loro madri sono diventate patrimonio delle donne di oggi e cosa si deve fare per recuperare ciò che è andato perso.

Tutte le donne degli anni ’70 erano femministe? Tutte erano in piazza in quei giorni? No, ma anche se non erano direttamente coinvolte hanno respirato un clima di cambiamento che se non altro ha dato loro maggiore consapevolezza. Molte di loro hanno scelto di lavorare, di portare i bambini all’asilo nido e hanno vissuto questo passaggio di emancipazione anche con qualche resistenza in famiglia.

E poi, cosa è successo?

Poi piano piano i movimenti si sono attenuati; nella società si è fatto un passo indietro su questi temi e noi ci siamo trovate a gestire delle situazioni  contro le quali avevamo combattuto e alle quali oggi diamo risposte senza ottenere alcun riconoscimento. Noi sostituiamo lo Stato nella cura dei bambini e degli anziani ma lo Stato sociale è avaro nei confronti delle donne, dei loro desideri, delle loro prospettive e delle loro aspettative.

Le nostre conquiste in termini di diritti non sono andate di pari passo con la  crescita culturale del Paese e così diritti, tanto faticosamente raggiunti, sono stati erosi giorno dopo giorno, forse, anche perché il nostro Paese non ha mai visto la vera parità tra uomo-donna; la parità non esiste nei salari, nelle pensioni, nel lavoro: le donne non hanno in Italia pari opportunità!

La domanda che ci siamo poste  allora è questa: le giovani donne, le quarantenni, le giovani lavoratrici che si vedono allontanare nel tempo la possibilità di andare in pensione che hanno lavori precari e poco retribuiti come vivranno l’età matura e quali scenari si apriranno davanti a loro ?

L’impressione è che per loro il lavoro di cura diventerà solo una condanna.

Che cosa si deve cominciare a fare perché le cose cambino?

Le prime risposte che ci siamo date è che bisogna lavorare molto sul fronte culturale; oggi la consapevolezza dei diritti è poca ma la responsabilità non è delle giovani donne; la perdita della memoria delle conquiste è legata alle opportunità che le donne hanno: se la società le sostiene e  dà loro strumenti di conoscenza allora le donne ( e gli uomini) saranno consapevoli.

Il nostro scopo è di tornare ad agire sul fronte dei diritti per creare un clima nel quale le giovani donne si possano inserire e sentirsi valorizzate. Su questo fronte si  colloca anche il lavoro contro i femminicidi una vera e propria emergenza nazionale: a partire dalle scuole come già lo Spi Cgil  sta facendo da tempo. La violenza sulle donne non è un problema delle donne, è un problema di tutti: donne e uomini. Il persistere della violenza contro le donne è una sconfitta della nostra società . E  come ho detto nel mio intervento il 25 maggio, troviamo la molla per mobilitarci e per chiedere interventi adeguati che vanno dall’educazione dei bambini nelle scuole, al lavoro sugli uomini maltrattanti, al sostegno con dovuti e adeguati finanziamenti per le case rifugio per donne maltrattate. 

Quello del 25 maggio è stato solo il primo tassello di una serie di iniziative che vedranno lo Spi Cgil di Firenze e il Coordinamento Donne dello Spi Cgil Firenze  impegnate di nuovo.

Gli incontri avranno come filo conduttore i diritti e l’informazione. “Come Coordinamento donne  – ci dice Daniela Borselli –  stiamo lavorando in particolare su due temi: la medicina di genere e la contrattazione territoriale. La salute di genere sta infatti diventando un tema sempre più importante e riconosciuto anche dalle ricerche mediche. Un primo risultato del nostro lavoro è già arrivato: grazie al lavoro di tutte abbiamo ottenuto di integrare nella piattaforma territoriale il tema dei consultori.

Ad autunno – ci annuncia Daniela Borselli al termine della nostra chiacchierata – proseguiremo il nostro discorso con un incontro dedicato all’Alzheimer; ne parleremo con esperti analizzando questa malattia invalidante per chi la subisce e per i parenti che si trovano da soli a gestire un familiare con questa patologia (NEL 70% DEI CASI DONNE – FIGLIE O MOGLI)

In allegato trovate il discorso introduttivo di Daniela Borselli al convegno “Nonne e ancora figlie- LA GENERAZIONE DI MEZZO – tra privilegio e condanna (relazione 25.5.16)

Author: Nicoletta Bardossi

Giornalista multimediale. Co -fondatrice dello Studio Associato ObiettivoTre

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