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La crisi tocca le abitudini alimentari degli over 75

ottobre 17th, 2016 in Salute by Nicoletta Bardossi

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La crisi ha cambiato anche le abitudini alimentari degli anziani.

Il 17,7% degli anziani ha patito una diminuzione in quantità e qualità dei pasti giornalieri a causa della crisi che ha inciso di più tra gli over 75.

Le donne – tra cui è presente una quota maggiore di vedove – per il 20% hanno diminuito pasti e consumi, contro il 15,55 degli uomini.

Sono alcuni dati della ricerca sull’alimentazione delle persone anziane promosse da Auser, Spi Cgil e Fondazione Di Vittorio, presentata a Firenze nell’ambito dell’ottava edizione della “Città che apprende”.

Secondo la ricerca chi ha patito la crisi fa la spesa soprattutto nei discount (38,7% contro 20,9% di chi non ne ha subito i contraccolpi), ritorna nei mercati rionali (31,7% contro 22,6%), abbandona i supermercati (49,8%, contro 82,8% del totale), ma ricorre in maniera analoga ai negozi di quartiere (22,3% contro 25,4%).

Inoltre, sebbene non cambi la frequenza con cui si fa la spesa settimanalmente, per coloro che hanno diminuito i pasti è più frequente l’esclusività con un singolo luogo della spesa (56,5% contro 46,9%).

Il fattore economico ha influito sulla composizione della dieta. Verdura e ortaggi sono consumati una volta al giorno da circa il 47-48% degli intervistati in tutte le classi di reddito, ma il consumo frequente, più volte al giorno, si attesta sul 17,3% di chi ha pensioni tra 500 e 800 euro al mese, e 28,6% con pensioni superiori a 1500 euro.

Se si è in due, secondo quanto emerge dalla ricerca dell’Auser e dello Spi, si mangia meglio. Le persone che vivono da sole, infatti, hanno una dieta meno varia e “più povera” con maggiore utilizzo di legumi e uova.

Tra i prodotti di solito consumati generalmente più di una volta a settimana (carni, uova, pesce), si osserva un calo sensibile delle carni, sia fresche (dal 61,1% al 50,5%) sia trasformate (dal 47,1% al 39,5%), e ancor più consistente del pesce (dal 41,9% al 30,9%). Invece cresce il consumo di uova più di una volta a settimana (dal 33,8% al 40,6%).

Author: Nicoletta Bardossi

Giornalista multimediale. Co -fondatrice dello Studio Associato ObiettivoTre

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