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Novità sul rinnovo patente degli over 80

settembre 25th, 2011 in Socialità / Cultura by Nicoletta Bardossi

Firenze – Cambia l’iter per rinnovare la patente di guida delle persone over 80. Nei giorni scorsi lo Spi Cgil ha ricevuto una delegazione dell’ANCMA(Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) aderente alla Confindustria.

Il Sindacato ha deciso di inviare una lettera in cui vengono illustrate le proprie posizioni sull’argomento. Ve la proponiamo in formato integrale.

La contrattazione sociale territoriale non può prescindere dai temi della mobilità e della sicurezza sulle strade, a partire dagli utenti deboli.

Soprattutto alla luce dei drastici tagli operati con l’ultima manovra governativa, che tra l’altro falcidiano le risorse (da € 1,9 miliardi a € 400 milioni, i 4/5 in meno) a disposizione del trasporto pubblico locale (tpl) con effetti pesantissimi sui pendolari, sulle persone anziane, sul diritto alla mobilità di fasce ampie della popolazione, sul traffico delle città. Servizi ridotti, più costosi e più scadenti. Lo hanno affermato unanimemente presidenti di Regione e Sindaci. Ma anche il trasporto privato risente della crisi economica, come dimostrano i dati sugli spostamenti, calati del 16,4% negli ultimi tre anni (fonte Audiomob).

A rendere difficile la situazione concorrono soprattutto fattori come l’aumento della benzina (+20% circa negli ultimi cinque anni) e il costo delle polizze assicurative (+20%). Ruolo sempre più marginale, quindi, del trasporto collettivo e motorizzazione privata che incide per l’80% del traffico, contribuendo a dare alle nostre città un volto ostile, inospitale e caotico. E l’annuncio della Fiat di chiudere l’unico stabilimento che in Italia produce autobus (Irisbus) sembra essere il suggello finale di una politica che è l’esatto contrario della vivibilità urbana e della mobilità sostenibile.

Non solo quindi stenta a prendere corpo, nelle grandi e medie città, una politica di mobilità sostenibile -basata sul rafforzamento del tpl, sul car sharing, sulla liberalizzazione dei taxi, sull’uso della bicicletta, sulla chiusura al traffico privato di aree sempre più ampie dei centri storici – ma siamo arrivati al punto che per molti, tra cui gli anziani, diventerà sempre più problematico potersi spostare.

Ecco perché diventa urgente un’iniziativa diffusa sul territorio che faccia emergere una domanda di mobilità tanto crescente quanto insoddisfatta tra gli over 65 (che non potrà trovare risposta nemmeno in un aumento dell’impegno delle organizzazioni di volontariato, come l’Auser, attive nel settore).

Porsi l’obiettivo di una mobilità sostenibile, agevole e sicura, significa non solo affrontare le criticità delle grandi città (congestione da traffico, inefficienza dei servizi, inquinamento, ecc.), ma anche quelle della “città estesa”, di una realtà fatta di case e villaggi sparsi sul territorio, con una presenza larga e diffusa di persone anziane che incontrano sempre maggiori ostacoli per muoversi. La presenza sporadica o la lontananza dei servizi di trasporto rende necessario, in questo contesto, il possesso e l’uso del mezzo privato.

Ma con l’aggiornamento del codice della strada (legge n.120/2010), il rinnovo della patente di guida per le persone più anziane (specie gli ultraottantenni) è resa obbligatoria ogni due anni. Inoltre, tale adempimento è diventato più difficile e costoso per la necessità di sottoporsi a visita medica presso apposite commissioni mediche, situate unicamente nei comuni capoluoghi, e a lunghe trafile per accertamenti fisici e psichici richiesti per avere l’idoneità.

E’ certamente apprezzabile una linea di maggior rigore, che valga per tutti, nei criteri di concessione e di rinnovo delle patenti di guida.

Si potrebbe però, al tempo stesso, prevedere per gli ultraottantenni – e per alcune fattispecie di disabilità – dei certificati di idoneità alla guida che tengano conto di parametri legati a determinate fasce orarie, a limiti di velocità, a distanze non lunghe. Insomma, a una certa età si può benissimo rinunciare a guidare auto di grossa cilindrata e accontentarsi di un’auto piccola o di un quadriciclo, che possiedano comunque adeguati standard di sicurezza.

L’idea è di offrire agli anziani più avanti negli anni la possibilità di continuare a guidare un veicolo corrispondente alla loro condizione psico-fisica.

Riteniamo, per concludere, che l’incontro svolto su questi temi con l’ANCMA-Confindustria sia stato utile, e sarebbe altrettanto utile avviare iniziative e confronti locali con le istituzioni competenti e con gli altri sindacati e associazioni interessati al problema.

Author: Nicoletta Bardossi

Giornalista multimediale. Co -fondatrice dello Studio Associato ObiettivoTre

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