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Spi-Cgil di Greve: La salute sostenibile

luglio 27th, 2020 in in-home by Nicoletta Bardossi

La Lega Spi-Cgil di Greve in Chianti ha organizzato il 14 dicembre 2019, prima che si verificasse la pandemia del Covid 19, alla Casa del Popolo di Greve un incontro pubblico sullo stato della sanità e della politica sanitaria nel nostro Paese e nella nostra Regione. A questo scopo abbiamo deciso anche di riproporre le riflessioni di Marco Geddes di Filicaia, esposte nel suo libro “La salute sostenibile – Il Pensiero Scientifico editore, 2018”, poiché ci sembravano particolarmente attuali e pertinenti.

Come è nata l’idea di un’iniziativa del genere, i cui atti sono raccolti in questo opuscolo? Molto semplicemente perché da tempo ormai, sia per esperienze personali dirette che per i racconti fatti dai nostri iscritti e cittadini, abbiamo potuto verificare che c’era un forte malcontento relativo al funzionamento del Sistema Sanitario Nazionale pubblico e alla necessità conseguente di rivolgersi, sempre più spesso alle strutture private. Cosa ormai accettata con rassegnazione, ma anche a malincuore, soprattutto dalle fasce più deboli economicamente, le quali, abbiamo constatato, che sempre più spesso rinunciavano alla diagnostica e persino alle cure

Lo Spi-Cgil di Greve si era già attivata da tempo anche nei confronti del sindaco, garante della salute del nostro territorio, proponendo una piattaforma di discussione, che rivedesse l’organizzazione del Servizio sanitario e che rimettesse a fuoco vecchi e nuovi problemi, vecchie e nuove scelte.

Ricordiamoci che il Sistema Sanitario Nazionale pubblico e universalistico non era sceso dal cielo, ma era stata una delle conquiste sociali più alte perché aveva stabilito un principio fondamentale per una società civile: che tutti i cittadini, tutte le persone che ne avessero avuto bisogno, avevano diritto ad essere curate gratuitamente e con la più alta efficienza possibile. Non erano, e non sono, richiesti altri criteri per accedere al Servizio.

Purtroppo nel corso degli anni, con l’avvicendarsi dei vari governi, soprattutto quelli di centrodestra, questo diritto si è sempre più sfumato, attraverso un Sistema Sanitario pubblico reso sempre meno efficiente, con tagli drastici di risorse, di posti letto, di personale, depauperando fuor di misura la territorialità e accentrando tutto nei grandi ospedali e giustificando tutto questo con gli eccessivi costi non più sostenibili.

Noi ci abbiamo creduto, ci sembrava un ragionamento logico, ma non era affatto così.

Il libro di Marco Geddes da Filicaia, basato su dati incontrovertibili ce lo spiega bene ed è per questo che abbiamo voluto partire proprio da quella riflessione nella speranza di riaprire una stagione che inverta la rotta.

La questione vera, o meglio la “fregatura” vera, che non abbiamo saputo cogliere in tempo, stava nel cambiamento da U.S.L, Unità Sanitaria Locale a A.S.L., Azienda Sanitaria Locale, come se la nostra salute fosse da gestire secondo le logiche del profitto e delle perdite di tipo aziendale. Naturalmente la diretta e scontata conseguenza è stato il proliferare di strutture private e convenzionate, che sono diventate più sostitutive che sussidiarie alle carenza del Sistema pubblico, lasciato invece sempre più impoverito e con ritmi di lavoro che hanno concorso a demotivare il personale, soprattutto infermieristico. E’ stato dismesso ciò che non sembrava utile al momento, più per motivi di risparmio che per una seria progettazione dei bisogni futuri, eludendo anche previsioni, ad esempio sui possibili contagi da virus, che molti esperti avevano avanzato.

E poi, quasi a darci ragione, è arrivato il Covid-19, che ci ha investiti tutti come un uragano, non risparmiando sofferenze e morte e il re è diventato nudo. Nonostante appunto che gli esperti ci avessero avvertito della alta possibilità che potesse accadere il nostro Sistema Sanitario complessivo, pubblico e privato, si è trovato impreparato, per non parlare del colpevole smantellamento dei centri di ricerca epidemiologici, sempre in virtù di quella logica aziendalistica di cui parlavamo prima.

Le strutture private, organizzate sul profitto, non sono state in grado di far fronte ad una situazione che prevedeva capacità di analisi, personale specializzato, strumentazione e macchinari che non tenessero conto dei costi, ma solo dell’esigenza di salvare quante più persone fosse possibile e di lavorare nel contempo ad azioni che potessero circoscrivere il contagio. Solo il Sistema Sanitario pubblico è stato in grado di reagire, pur fra le mille difficoltà rammentate precedentemente e che si ripresenteranno anche in situazioni non emergenziali, se non ci convinciamo che è un nostro primario interesse pretendere una sanità pubblica e universalistica migliore di quella che ha dovuto affrontare il Covid.

Noi pensiamo che alcuni settori fondamentali, che riguardano la vita dei cittadini, come il diritto alla salute e all’istruzione, non possano che essere pubblici e altamente efficienti. E soprattutto i territori, quindi anche il nostro Comune, devono tornare ad essere al centro dell’interesse del Servizio Sanitario pubblico e non il contrario. Anche da questo si misurerà la volontà di cambiare davvero la rotta.

SPI-CGIL GREVE opuscolo

Author: Nicoletta Bardossi

Giornalista; videoreporter, contenuti multimediali.

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