Povertà alimentare: Spi Cgil Firenze in campo con Federconsumatori e Unicoop (video)
Si è tenuto questa mattina a Palazzo Medici Riccardi, nella Sala Giordano, il convegno “Povertà alimentare: la nuova frontiera della povertà sociale”, organizzato da Federconsumatori Toscana, Spi Cgil Firenze e Unicoop Firenze. Un appuntamento che ha messo a fuoco la portata di un fenomeno in crescita e ha presentato due strumenti concreti di risposta: il progetto “Cosa metto nel carrello” e un decalogo di interventi aperto alle sottoscrizioni di istituzioni, organizzazioni e associazioni.
I numeri di una crisi strutturale
I dati presentati al convegno restituiscono un quadro preoccupante. Secondo il Nono Rapporto 2024 della Regione Toscana (presentato a marzo 2026), il 4,9% delle famiglie toscane vive in povertà assoluta — dato in crescita rispetto al 3,5% del 2023, anche se ancora al di sotto della media nazionale del 6,2%. Dal 2008 a oggi la povertà assoluta è più che raddoppiata.
In Toscana circa 60.000 famiglie vivono in povertà assoluta, oltre il 13% della popolazione è a rischio di esclusione sociale e il 15% delle famiglie fatica ad accedere a beni essenziali. Nel 2025, 7.500 persone si sono rivolte agli sportelli di Federconsumatori Toscana segnalando difficoltà nell’approvvigionamento alimentare. Tra queste, la componente anziana è cresciuta del 16% rispetto al 2024.
Particolarmente critica la situazione della popolazione over 65: in Toscana vivono circa 920.000 anziani, di cui fino al 30% potrebbe trovarsi a rischio malnutrizione o difficoltà alimentare — circa 276.000 persone, di cui 140.000 già in stato di malnutrizione. A Firenze, città internazionale e turisticamente dinamica, circa 36.000 anziani sono a rischio, a conferma che la crescita economica non si traduce automaticamente in benessere diffuso.
Le voci dei promotori
«Il tema della povertà alimentare è una questione sempre più urgente anche nel nostro territorio», ha dichiarato Mario Batistini, segretario generale di Spi Cgil Firenze. «Parliamo di pensionati e pensionate che hanno condotto una vita dignitosa ma che oggi, a causa dell’inflazione, dell’aumento dei costi e degli imprevisti, sono costretti a ridurre quantità e qualità della spesa alimentare. Urgono strumenti concreti: rafforzare il sostegno ai redditi, intervenire sulla tassazione delle pensioni, estendere la quattordicesima mensilità e costruire sinergie con la grande distribuzione e il mondo del sociale. Contrastare la povertà alimentare oggi significa difendere la dignità delle persone e la coesione sociale delle nostre comunità».
Laura Grandi, presidente di Federconsumatori Toscana, ha sottolineato come la povertà alimentare non sia «un fenomeno marginale né temporaneo», ma incida «profondamente sulla salute delle persone». «Garantire il diritto al cibo significa tutelare la dignità delle persone, prevenire problemi sanitari e sociali e rafforzare la coesione della comunità. Una società giusta si misura dalla capacità di non lasciare indietro nessuno, a partire dai bisogni più fondamentali».
Marzio Mori direttore Caritas diocesana di Firenze “La povertà picchia duro anche in Toscana: ci sono persone che si alimentano male, fanno pasti incompleti. Situazione che riguarda giovani , famiglie e anziani”.
Guendalina Allodi, direttore UO Igiene Alimenti e Nutrizione USL Toscana Centro: ” Il rapporto tra povertà alimentare e salute è un rapporto diretto e direzionale”.
Laura Ciampi (direttore UFC Promozione della salute – USL Toscana Centro): “La cattiva alimentazione ha conseguenze importante sulla salute delle persone meno giovani. E’ necessario fornire alle persone consigli per fare scelte consapevoli”
Cinzia Vitale, garante anziani Comune di Firenze
Claudio Vanni, responsabile Relazioni esterne di Unicoop Firenze, ha ricordato l’impegno della cooperativa sul fronte della solidarietà alimentare: nel 2025 sono state raccolte e donate oltre 390 tonnellate di beni di prima necessità, distribuite a mense solidali, empori della solidarietà e famiglie in difficoltà. «Quella contro la povertà è una battaglia che richiede un impegno congiunto, rispetto al quale la nostra cooperativa è al fianco di chi ogni giorno lavora per dare risposte ai più fragili».
Il decalogo: “Il cibo è un diritto, non un privilegio”
Le tre organizzazioni hanno redatto un decalogo contro la povertà alimentare, aperto alla sottoscrizione di soggetti istituzionali e del terzo settore. Le dieci linee di intervento riguardano: empori solidali territoriali, buoni alimentari stabili, recupero e redistribuzione delle eccedenze, mense comunitarie, un osservatorio locale sulla povertà alimentare, programmi di educazione alimentare, sostegno mirato alle famiglie, integrazione con le politiche sociali, coinvolgimento delle imprese e governance territoriale attraverso tavoli permanenti.




