Sabato 8 Marzo: donne in piazza a Firenze #iodecido
Firenze – Sabato 8 marzo scenderanno in piazza le donne in tutta Europa.
Donne in piazza a Parigi, Londra, Vienna, Berlino, Edimburgo e in Italia le donne saranno in piazza per rivendicare il diritto alla libertà di scelta sulla propria salute riproduttiva, sostenendo la lotta delle donne spagnole: #8 marzo #iodecido!
Anche a Firenze è previsto un corteo che partirà dalle 15.30 da piazza SS.ma Annunziata per proseguire in Via dei Servi, Via Ricasoli, Via Alfani, Via Cavour, Via Martelli, Duomo, Via Cerretani, Via Rondinelli, Via degli Agli, Via dei Pecori, Via Roma, Piazza della Repubblica, Via Strozzi, Piazza Strozzi dove ci saranno alcune iniziative.
Anche in Italia la legga 194 è sempre meno applicata. Oltre l’80% dei ginecologi è obiettore di coscienza e le donne respinte dalle istituzioni tornano al segreto: ventimila le interruzioni di gravidanza illegali calcolate dal ministero della Sanità, ma secondo alcune stime sono almeno il doppio.
In occasione dell’8 Marzo, Elena Cherubini del Coordinamento Donne della Cgil Firenze, ha inviato questa lettera alle donne con l’invito ad essere in tante alla manifestazione. Eccola:
Care Compagne,
Siamo di fronte a una vera e propria emergenza: il Ministero della Sanità stima in 20.000 gli aborti clandestini illegali praticati in Italia ma il dato va realisticamente raddoppiato dal momento che si basa solo sul tasso di abortività. Allo stesso tempo gli aborti spontanei sono passati dai 55.000 degli anni 80 ai quasi 80.000 di oggi perché spesso si arriva in ospedale dopo un tentativo di aborto illegale casalingo e si viene dimesse con la dicitura aborto spontaneo.
Tutto questo perché la legge 194 del 22 maggio del 1978, che ha permesso di abortire legalmente e con la necessaria assistenza sanitaria e ha dato a questo paese per la prima volta una vera e propria educazione alla prevenzione delle gravidanze indesiderate riducendo del 55% le IVG in 35 anni, è di fatto oggi una legge boicottata e inapplicata a causa dell’obiezione di coscienza di medici, ginecologi, anestesisti, infermieri e farmacisti. L’80% dei ginecologi sono obiettori, ma al sud si arriva al 90. Si fa obiezione anche per non avere problemi, per non dover occuparsi solo di aborti, a volte per fare carriera.
Non possiamo permettere che il rispetto dei principi morali di alcuni venga pagato dai più deboli, dai soggetti poveri, o fragili come le minorenni e le donne straniere, che trovano porte chiuse, rifiuti, perfino insulti e maltrattamenti negli ospedali. Tutto questo mentre in Spagna il governo ha già eliminato il diritto di scelta delle donne rispetto alla maternità modificando pesantemente la legge del 2010.
Sabato dobbiamo dare un segnale forte e chiaro che “sul nostro corpo decidiamo noi”! Partecipate e fate partecipare!!!





