Pensioni: buste più leggere per le donne
Firenze – Pensioni più basse per le donne. A dirlo l’analisi diffusa dall’Istat secondo la quale le donne, il 52,9% dei pensionati, ricevono mediamente importi di circa 6 mila euro inferiori a quelli maschili.
E’ quanto emerge dall’analisi presentata dall’Istituto di statistica italiano. L’Istat segnala anche che il numero dei pensionati è in calo rispetto al 2013: sono 16,3 milioni (-134mila) e percepiscono in media un reddito pensionistico lordo di 17.040 euro (circa 400 euro in più del 2013).
Il reddito medio pensionistico netto è stimato 13 mila 647 euro (circa 1.140 euro mensili); tenendo conto di tutti i trattamenti, la metà dei pensionati percepisce meno di 12 mila 532 euro (1.045 euro mensili).
Netta la discrepanza degli assegni legata al titolo di studio: per i titolari di assegni con un titolo pari alla laurea, il reddito lordo pensionistico (circa 2.490 euro mensili) è più che doppio di quello delle persone senza titolo di studio o con al più la licenza elementare (1.130 euro).
Nel 2013, tra i beneficiari, le pensioni di vecchiaia e anzianità rappresentavano la fonte principale di reddito (in media il 64% del loro reddito complessivo), seguite dai redditi da lavoro (16%).
Tra le pensionate, invece, l’Istat sottolinea come sul fronte dei redditi sia decisamente importante l’apporto delle pensioni di reversibilità (27,6%) e quello delle assistenziali è più elevato rispetto agli uomini (9,5%).
Significativo il dato relativo a famiglie in cui sono presenti pensionati: il loro numero è stimato dall’Istat in 12 milioni 400 mila: ma soprattutto per quasi i due terzi di queste (63,2%) i trasferimenti pensionistici rappresentano oltre il 75% del reddito familiare disponibile.
Addirittura per un quarto di queste famiglie, ovvero il 26,5%, sono l’unica fonte di reddito. La stima del reddito netto medio di tali famiglie è di 28 mila 480 euro, circa 2 mila euro inferiore a quello delle famiglie senza pensionati (pari a 30.400 euro).
Tuttavia nel 2013 il rischio di povertà tra le famiglie con pensionati è stimato essere più basso di quello delle altre famiglie (16% contro 22,1%), a indicare come, in molti casi, il reddito pensionistico possa mettere al riparo da situazioni di forte disagio economico.
Comunque il rischio di povertà è elevato tra i pensionati che vivono soli (22,3%) o con i figli come genitori soli (17,2%).
La situazione è più grave quando con il proprio reddito pensionistico il pensionato deve sostenere anche il peso di altri componenti adulti che non percepiscono redditi da lavoro: l’Istat stima che circa un terzo di tali famiglie (31,3%) è a rischio di povertà.





