Lettera dei sindacati dei pensionati al Presidente del Consiglio Enrico Letta
Carla Cantone, Ermenegildo Bonfanti e Romano Bellissima hanno scritto al Presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta per manifestare le difficili condizioni che stanno vivendo in questi anni gli anziani nel nostro paese.
Di seguito vi riportiamo alcuni significativi stralci:
Le scriviamo, per richiamare la Sua attenzione sulle difficili condizioni di vita della popolazione
anziana del nostro Paese. Negli ultimi anni, le politiche adottate per contrastare la crisi hanno penalizzato anche
anziani e pensionati, con il blocco della rivalutazione delle pensioni, l’aumento di tasse, imposte e prezzi di
beni, servizi e tariffe, i tagli al welfare e ai trasferimenti a Regioni e Comuni.
Parallelamente, i pensionati sono sempre più spesso raffigurati come beneficiari passivi di un welfare
considerato non più sostenibile. Si dimentica che le pensioni sono frutto di anni di lavoro e di contributi erogati
dai lavoratori e dai datori di lavoro. Si dimentica che i pensionati contribuiscono in misura significativa alle
entrate fiscali (pagano, ad esempio, circa un terzo dell’Irpef), svolgono un importante ruolo sociale e di sostegno
a figli e nipoti, con aiuti materiali e anche economici. Aiuti che in questi anni di crisi hanno costituito un vero
ammortizzatore sociale per le famiglie italiane.
A nome dei circa 6 milioni di pensionati che rappresentiamo unitariamente come Organizzazioni
sindacali dei Pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil, chiediamo una decisa inversione di tendenza nelle
politiche fin qui attuate. Deve essere garantita l’indicizzazione delle pensioni all’inflazione e si deve utilizzare la
leva fiscale per restituire ai pensionati parte del potere d’acquisto perso negli ultimi anni.
….
, serve una radicale riforma della spesa pubblica, che elimini corruzione, privilegi,
inappropriatezza, sprechi e razionalizzi l’utilizzo delle risorse.
I pensionati in tutti questi anni hanno sempre fatto la loro parte e contribuito in misura determinante alle
manovre di risanamento dei conti pubblici. Oggi hanno bisogno di un segnale forte da parte del Governo e del
Parlamento, che restituisca loro quella fiducia nelle istituzioni che purtroppo stanno perdendo.
Per questi motivi i pensionati italiani sono in stato di agitazione e nei prossimi giorni decideranno le
iniziative sindacali necessarie per sensibilizzare l’opinione pubblica, i partiti politici e il Parlamento sulla loro
condizione.
Distinti saluti




