70° Liberazione Firenze: “Le donne di Santa Verdiana”
Firenze – In occasione del 70° anniversario della Liberazione sabato 18 aprile a Firenze Regione, Istituto storico della Resistenza, Fondazione Michelucci con la collaborazione dell’Università di Firenze organizzano la mostra e il convegno “Le donne di Santa Verdiana “rivoluzionarie, antifasciste, ebree e partigiane nel carcere femminile di Firenze”.
Si tratta di un viaggio attraverso documenti e testimonianze dal carcere sul contributo delle donne alla lotta al nazifascismo.
L’incontro si svolgerà nel Complesso di Santa Verdiana (ingresso da via dell’Agnolo, 14) dalle 9.30. Questo il programma:
Intervengono:
- Sara Nocentini assessore alla cultura della Regione Toscana
- Maria Federica Giuliani presidente Commissione Cultura del Comune di Firenze
- Saverio Mecca direttore Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze
- Giancarlo Paba presidente Fondazione Michelucci
- Simone Neri Serneri presidente Istituto Storico della Resistenza in Toscana.
- Donne in piazza, donne in carcere Adriana Dadà Comitato scientifico Fondazione Michelucci
- Prima di Auschwitz: donne ebree in carcere a Firenze Marta Baiardi Istituto Storico della Resistenza in Toscana
- Donne della Resistenza: antifasciste a Santa Verdiana Anna Scattigno Università degli Studi di Firenze
- “Libere tutte”, una esperienza di scrittura collettiva nella scuola Paolo Mencarelli Istituto Storico della Resistenza in Toscana
- Da carcere a facoltà di Architettura Roberto Maestro autore del progetto di riconversione del complesso
- Lo spazio che racconta Corrado Marcetti, direttore Fondazione Michelucci
A Santa Verdiana è allestita anche la mostra che resterà sarà aperta fino al prossimo Giugno.
La mostra è stata pensata, hanno spiegato gli organizzatori, non solo per onorare la memoria delle donne che vi furono rinchiuse perché antifasciste e resistenti o perché ebree o per entrambi i motivi, ma per ricordare a tutti, in particolari ai giovani che la frequentano che Santa Verdiana, oggi centro di formazione, fu un luogo di detenzione e morte.





