Camusso a Firenze: “non si parli di fisco senza patrimoniale”
Firenze – “Finmeccanica sia trasparente o il Governo ne azzeri i vertici”. “La Fiat continua a far pagare ai lavoratori le conseguenze delle sue non scelte”. Sono due importanti passaggi del discorso che la segretaria della Cgil, Susanna Camusso ha tenuto oggi nell’Aula Magna dell’Università di Firenze nell’ambito del convegno internazionale “Uscire dal tunnel. Europa, crisi sindacato, contrattazione”.
Le vicende che riguardano le due aziende sono state al centro del discorso della segretaria perché al loro destino è legato il futuro di migliaia di lavoratori e della stessa industria manifatturiera italiana.
La segretaria generale della Cgil è tornata a parlare di patrimoniale e di equità: “la cosa che ci convince di meno è che si continua a discutere di fisco senza partire dalla patrimoniale”. “Secondo noi – ha aggiunto – bisogna partire dall’equità fiscale e dalla patrimoniale: quando ci saranno i provvedimenti li valuteremo”.
La leader del sindacato ha ricordato inoltre la questione delle pensioni, dove “il tema che noi vorremmo affrontare è come dare una pensione in prospettiva ai giovani, perché oggi questo sistema pesa su di loro, e peserà sulle loro future pensioni”.
Ma Camusso ha parlato anche di lavoro e art.18 e rispondendo ai cronisti che le avevano chiesto un’opinione sulla dichiarazione del segretario Pd Pierluigi Bersani – secondo cui l’articolo 18 non deve essere drammatizzato – : “Il tema non è quanti lavoratori oggi sono coperti dall’articolo 18, ma la funzione deterrente che quell’articolo ha: questa è la ragione per cui non si può cancellare” ed ha aggiunto “c’é un tema di ammortizzatori che riguarda tutti i lavoratori e riguarda un tema di equità: su questo siamo per difendere, e difenderemo, l’articolo 18 e le norme attuali riguardo ai licenziamenti”.
Un ammonimento, commentando la decisione di Fiat di disdire gli accordi sindacali in essere negli stabilimenti che producono automobili in Italia, è andato anche alle altre due grandi organizzazioni sindacali Cisl e Uil: “un grande sindacato confederale non può mai accettare un’azienda che decida di escludere altri sindacati”.
Susanna Camusso ha perciò criticato la scelta dell’azienda di disdire gli accordi sindacali: “Noto un atteggiamento da parte della Fiat per cui ogni volta che si riapre una discussione che potrebbe portare a una condizione unitaria e positiva intervengono rompendo tutte le uova. Viene sempre il dubbio – ha aggiunto – che ci sia una volontà di distrarre dalla discussione sui temi della politica industriale, scaricando tutto in termini di condizione dei lavoratori e di rottura fra le organizzazioni”.





