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Nuove forme dell’abitare per gli anziani fragili. Una proposta dello Spi Cgil Firenze

Maggio 14th, 2021 in in-home by Nicoletta Bardossi

Nel quadro delle iniziative e delle proposte dello Spi Cgil che si sviluppano anche attraverso piattaforme unitarie a livello nazionale, regionale e territoriale, insieme al tema della non autosufficienza, trova un crescente spazio il tema delle nuove forme di residenzialità per anziani fragili.

Nuove e pressanti esigenze si manifestano ormai largamente nella popolazione anziana, soprattutto nella fase della vita in cui l’esperienza della fragilità condiziona l’autonomia personale e la vita di relazione. Tale condizione richiede un approccio nuovo ai temi dell’abitare e dei servizi alla persona, al fine di contrastare l’ isolamento e anche un eccesso di medicalizzazione degli interventi che accelerano il decadimento e la non autosufficienza delle persone anziane.

I rapidi mutamenti dell’assetto familiare e il progressivo allentamento delle reti parentali, amicali e di vicinato ci indicano l’urgenza di risposte nuove sul versante dell’abitare e della residenza per un crescente numero di persone anziane. Le necessarie forme di sostegno e assistenza domiciliare, insufficienti rispetto alle crescenti necessità, devono essere fortemente rafforzate, non possono rappresentare l’unica risposta ai bisogni degli anziani fragili. Per di più sappiamo che una grande parte del patrimonio abitativo non è adatta e spesso anche difficilmente adattabile alle persone con limitazioni funzionali.

Occorre, quindi, di fronte a queste situazioni, destinate ad aumentare significativamente nei prossimi anni, realizzare residenze in cui siano presenti e garantiti, insieme, l’indipendenza abitativa, gli spazi e le opportunità di incontro e di condivisione, sevizi di sostegno all’autonomia, cura leggera e interventi socio sanitari a bassa intensità. In tale contesto sono importanti anche il coinvolgimento e la possibile sinergia con i gestori delle RSA presenti nel territorio. Una comunità attenta e solidale, non invasiva della vita delle persone ma presente e amicale. Un abitare “leggero” che assicuri autonomia e presenza, con una struttura aperta anche all’incontro tra generazioni diverse in spazi e opportunità di socialità, dove pensare ad una integrazione che sia scambio e mutualità.

La letteratura sull’argomento e le varie esperienze realizzate in Italia e a livello europeo delineano un panorama articolato di tipologie residenziali rispondenti ai bisogni della popolazione anziana . Le ipotesi progettuali possono essere diverse sia sul piano dell’investimento economico, con auspicabili sinergie tra soggetti pubblici e privati, che per quanto riguarda il modello di gestione e organizzazione : modalità di accesso, utilizzo e partecipazione ai costi della residenza, rapporti con il territorio, affidamento dei servizi. Diversi e differenziati in relazione ai diversi bisogni e condizioni personali dei residenti possono essere anche i servizi accessori presenti nella residenza.

In questa prospettiva riteniamo importante :

  • sviluppare un confronto per una ricognizione e una verifica dei progetti presenti nel territorio metropolitano di Firenze e di altri realizzabili;
  •  sappiamo che un alto numero di persone anziane, anche con un reddito complessivamente modesto, è proprietario dell’abitazione di residenza. Per questo è fondamentale promuovere e sostenere con provvedimenti specifici l’adeguamento del patrimonio immobiliare degli anziani alle loro nuove esigenze; lo sviluppo e la realizzazione di nuovi modelli abitativi per anziani fragili che prevedano la compartecipazione economica degli ospiti pone la questione di portare a profitto l’abitazione di proprietà. Si tratta di un passaggio delicato che trova difficoltà e resistenze fra le persone anziane, in particolare se prive di una rete familiare di supporto, per le obbiettive difficoltà di gestione e di relazione con gli affittuari;
  • E’ quindi importante individuare strumenti e modalità per un servizio pubblico del Comune finalizzato a sostenere e incentivare la locazione di alloggi, fornendo garanzie relativamente al pagamento, a eventuali danni e spese legali connesse alla locazione. L’Agenzia per la casa può diventare a tal fine un importante strumento operativo. In questa prospettiva, relativamente all’ambito del comune di Firenze, riteniamo che l’area di San Salvi, l’area dell’ex caserma Gonzaga, e l’area di Montedomini possano, per ragioni diverse, rappresentare spazi di grande e concreta potenzialità per la realizzazione di progetti di residenze per anziani fragili. Si tratta di aree decisamente importanti per lo sviluppo della città. Per l’area dell’ex caserma si tratta di valutare l’inserimento di tale ipotesi nella configurazione e progettazione urbanistica; per l’area di san Salvi esiste un evidente vocazione all’insediamento di tali strutture anche definendo e valorizzando le possibili importanti sinergie con la RSA presente nell’area; per Montedomini la proposta pare opportunamente collocabile e integrabile nell’attuale Progetto Montedomini. Con lo stesso obbiettivo intendiamo procedere nelle altre zone della Città metropolitana, promuovendo la discussione pubblica e il confronto con le amministrazioni comunali.

Author: Nicoletta Bardossi

Giornalista; videoreporter, contenuti multimediali.

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