Pensioni: In Toscana oltre 200.000 le pensioni escluse dalla rivalutazione

La sentenza afferma che la pensione è salario differito e ne va assicurato il mantenimento del potere di acquisto “in particolare per le prestazioni più basse”.
Anche i pensionati hanno diritto alla conservazione del potere di acquisto delle somme percepite e ad una prestazione previdenziale adeguata. Tale diritto, costituzionalmente fondato, è stato fino ad oggi irragionevolmente sacrificato nel nome di esigenze finanziarie non illustrate.
La Corte ritiene inoltre che con il blocco della perequazione “siano stati valicati i limiti di ragionevolezza e proporzionalità, con conseguente pregiudizio per il potere di acquisto del trattamento stesso”.
E’ esattamente quello che sostennero SPI, FNP e UILP anche con la mobilitazione, quando il Governo impose il blocco. Siamo oggi di fronte ad una sentenza che fa giustizia e che deve essere rapidamente applicata riconoscendo ai pensionati interessati la rivalutazione negata dalla Legge Monti/Fornero.
Non è immorale una pensione da lavoro, anche se alta, come qualcuno sostiene. Forse lo sono i vitalizi, i super stipendi dei manager e le pensioni veramente d’oro “regalate” perché non frutto di contributi regolarmente versati.
Apprezziamo l’abolizione dei vitalizi ai parlamentari condannati. Ma ora occorre ripristinare un diritto: tornare al meccanismo di rivalutazione ante Fornero.
C’è chi continua ad avere privilegi, mentre le pensioni da lavoro sono state ingiustamente penalizzate fino a perdere il 30% del potere di acquisto negli ultimi 15 anni. Oggi è evidente che non può essere ulteriormente rinviata la revisione della Legge Fornero che, oltre a stravolgere il sistema previdenziale penalizzando lavoratori e lavoratrici, ha allungato in modo pesante i tempi per il diritto alla pensione inserendo penalizzazioni ingiuste e non ha mai risolto il problema “esodati”.
Per questi motivi le segreterie nazionali di SPI, FNP, UILP, in accordo con le Segreterie Nazionali CGIL, CISL, UIL, hanno richiesto un incontro urgente al Ministro Poletti.
In Toscana nel biennio 2012-2013 sono oltre 200.000 le pensioni escluse dalla rivalutazione per effetto della Riforma Monti Fornero.
Respingiamo con forza ipotesi di intervento sulle pensioni in essere a partire dal “ventilato” ricalcolo con il sistema contributivo che imporrebbe una decurtazione inaccettabile per chi è andato legittimamente in pensione con le regole date, dopo 40 anni e più di lavoro e di contributi versati. Basta con le “manovre” per aggirare il dettato della Corte o per reperire le risorse colpendo nuovamente i pensionati!
Ad oggi non è necessaria alcuna richiesta per il ricalcolo della perequazione sulla propria pensione. SPI, FNP e UILP vi informeranno sugli ulteriori sviluppi e sulle eventuali azioni da intraprendere.




