Spi Cgil: Medicina di genere entri nel Piano Nazionale
Firenze – Si è svolto a Roma organizzato dal Coordinamento Donne dello Spi Cgil un seminario di sue giorni sulla medicina di genere: “La medicina della differenza. La sfida della salute di genere”.
La medicina di genere indaga sulle relazioni tra l’appartenenza al genere sessuale e l’efficacia delle terapie nel trattamento di determinate patologie.
Questa innovativa branca della ricerca biomedica rappresenta una nuova prospettiva per il futuro della salute. L’obiettivo è quello di giungere a garantire a ogni individuo, maschio o femmina, l’appropriatezza terapeutica.
Tra le proposte emerse nel convegno è stata proprio quella di inserire la Medicina di genere nel Piano sanitario nazionale e in quelli regionali, e stanziare finanziamenti specifici per lo sviluppo di una ricerca scientifica, medica e farmacologica che tenga in considerazione le differenze tra i sessi, formare medici e operatori sanitari e informare i cittadini.
“Non basta sollecitare l’attenzione sul tema della Medicina di genere – ha dichiarato la responsabile del Coordinamento donne dello Spi Cgil Mara Nardini – ma servono azioni concrete. Per questo chiediamo al Ministero della Salute che questa disciplina sia inserita a pieno titolo nel Piano sanitario nazionale e in tutti quelli regionali, che si investa sulla ricerca sia pubblica che privata e che si dia vita a specifici programmi di formazione professionale per i medici e per gli operatori sanitari”.
“La Medicina di genere – ha continuato Mara Nardini – può consentire azioni di prevenzione, di diagnosi e di cura più efficaci e appropriate per tutti, non solo per le donne. E può portare ad una maggiore efficienza della spesa sanitaria. E’ per questo che riteniamo indispensabile che la sua affermazione diventi una priorità delle istituzioni e di tutti i soggetti che operano nel settore”.





