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Amore non è violenza. Daniela Borselli: “Non arrenderti mai”

Novembre 23rd, 2020 in Coordinamento donne by Nicoletta Bardossi

La violenza e l’intolleranza sono tratti che segnano il nostro tempo. In questo momento in cui la pandemia mette a rischio le nostra stessa vita, ci accorgiamo che, al crescere delle nostre paure, all’isolamento forzato, al cambiamento indispensabile dei nostri stili di vita la violenza e l’intolleranza invece di assopirsi crescono in maniera esponenziale.

Tutti abbiamo pensato che l’esperienza vissuta con l’insorgere della pandemia ci avrebbe resi tutti più comprensivi, più tolleranti, più solidali e vicini per le sofferenze comuni. Questo purtroppo non è avvenuto come non avviene per la violenza che le donne vivono da sempre sul proprio corpo, sulla propria psiche, sulla propria vita che ha avuto un ulteriore inasprimento in questo periodo di convivenza forzata o di solitudine.

Proprio così, la vita di tante donne è attraversata dalla violenza fisica, economica, psicologica, sociale in tutte le fasce di età. La vita di tutte è costellata di stereotipi, pubblicità sessiste, molestie più o meno esplicite.

Quando parliamo di violenza il nostro pensiero va alle giovani donne, non consideriamo che la violenza inizia dalle bambine e non finisce con la vecchiaia; e c’è un tipo di violenza così sottile e insidiosa che magari siamo incapaci di decifrare e che segnerà la vita di molte per sempre. Tanto da farle sentire meno capaci, meno intelligenti, colpevoli delle cose che non vanno bene, inadeguate per le cose importanti. E’ questo veleno instillato a piccole dosi, da bambine, che le renderà incapaci di ribellarsi, di riconoscere perfino la violenza subita e di considerarla come tale.

Le donne anziane, quelle che per definizione hanno oltre 65 anni, sono vittime di:

  • violenza fisica e sessuale: in famiglia e non solo
  • violenza economica: la loro pensione è mediamente più bassa di circa 300 Euro mensili rispetto a quella degli uomini perché il loro lavoro,il tanto affaccendarsi per la cura dei figli e degli anziani vale ancora zero ai fini pensionistici
  • violenza sociale: le donne anziane sono inutili. Non hanno più niente da dare. Eppure quante donne si occupano fino a tardissima età deifigli, dei nipoti, di persone non autosufficienti!

    E poi quanta solitudine: è vero la vita delle donne è più lunga ma a che serve se a nessuno interessa cosa pensi, cosa vorresti, che ci sei.

    Le donne anziane di oggi sono le stesse che hanno lottato per la conquista di importanti diritti civili: dal divorzio alla interruzione volontaria di gravidanza, dall’eliminazione del delitto d’onore dall’ordinamento giuridico al nuovo diritto di famiglia, dall’eliminazione del matrimonio riparatore alla conquista degli asili nido… leggi volute e conquistate dalle donne nella seconda metà del ‘900. Eppure queste donne sono quelle che si portano ancora addosso i segni di una educazione sessista. E’ molto difficile liberarsene ma molte ci sono riuscite, si sono ribellate a essere quelle che non sono, hanno denunciato violenze e vessazioni, si sono distinte per capacità, intelligenza, posizioni di grande prestigio e responsabilità. Hanno portato avanti faticosamente le loro scelte. Sono di stimolo a tante donne che pensano di non potercela fare. Si sono organizzate per offrire consulenza, aiuto, protezione, ascolto a chi ha paura di denunciare, a chi non si rende conto che dalla vita merita ben altro che non la violenza e la sopraffazione.

    Siamo anche noi, donne anziane, che nella vita hanno avuto la fortuna o la forza di non subire violenze che possiamo fare la differenza con l’aiuto, la comprensione, la lotta per abbattere le differenze culturali, economiche, sociali, per coinvolgere e includere.

    Siamo anche noi, donne anziane, che possiamo trasmettere forza, consapevolezza, autostima alle bambine per spingerle a realizzarsi e rompere non solo il soffitto ma anche il recinto di cristallo.
    Siamo anche noi, donne anziane, che dobbiamo trasmettere ai bambini che essere forti nella vita significa realizzarsi nel rispetto delle scelte e dei diritti delle bambine.

    Le cose da fare non mancano, prima di tutto che nessuna si senta mai sola di fronte alla violenza.

    Noi ci saremo con la nostra competenza, quella del Sindacato Pensionati CGIL e della CGIL.

    C’è una rete di donne, di associazioni, di istituzioni che ti possono aiutare, non avere paura una telefonata non è una denuncia ma può aiutarti a uscire da una situazione difficile.

Author: Nicoletta Bardossi

Giornalista; videoreporter, contenuti multimediali.

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