Non autosufficienza, chi si prende cura di chi cura? Il convegno di Filcams e Spi Cgil Toscana (video)
Quarantacinquemila assistenti familiari per ottantaseimila non autosufficienti. Tolti i tredicimila ospiti delle Rsa, tutto il resto ricade sulle spalle delle famiglie. Sono i numeri che fotografano la realtà toscana della cura, presentati oggi a Firenze nel corso del convegno Assistenti familiari e caregiver. Un’alleanza da costruire. Il quadro in Toscana, promosso da Filcams Cgil Toscana, Spi Cgil Toscana e Coordinamento Donne Spi Cgil Toscana.
Maria Grilli, per Spi Cgil Toscana, ha ricordato la campagna nazionale Avremo cura di te, con cui il sindacato dei pensionati intende trasformare la non autosufficienza da questione privata a priorità pubblica. Alla Regione e ai Comuni ha chiesto maggiori aiuti alle famiglie e ai caregiver, la costruzione di una rete concreta di formazione e servizi a supporto dell’assistenza domiciliare, la diffusione di telemedicina e teleconsulto, e una riduzione della burocrazia per i pazienti cronici, insieme a controlli più efficaci sull’assistenza a domicilio.
Sul versante delle lavoratrici e dei lavoratori è intervenuta Luisella Brotini della segreteria Filcams Cgil Toscana, sottolineando l’urgenza di garantire condizioni di lavoro eque e tutelate agli assistenti familiari. Un settore che in Italia conta oltre 800.000 lavoratori regolari — numero che raddoppia considerando il lavoro irregolare — e che sconta ancora gravi disparità normative rispetto agli altri dipendenti. Per questo, ha spiegato Brotini, Filcams Cgil insieme agli altri sindacati e alle associazioni datoriali ha inviato un avviso comune al Governo, chiedendo la modifica delle normative che escludono le lavoratrici domestiche da una serie di diritti riconosciuti a tutte le altre categorie.
A margine del convegno è intervenuta anche Tania Scacchetti, segretaria generale Spi Cgil, che ha messo a fuoco le contraddizioni strutturali del sistema: “Abbiamo una legge nazionale sulla non autosufficienza che non è adeguatamente finanziata e un sistema troppo frammentato fra politiche nazionali, risposte regionali e risposte comunali”. Tre gli assi su cui il Paese deve lavorare secondo Scacchetti: la riforma della non autosufficienza, una legge organica sui caregiver e l’attuazione del Dm 77 sulla domiciliarità. “Bisogna avere la capacità come sindacato di far diventare questi temi una questione di potere economico e di modello sociale”, ha aggiunto, richiamando l’esempio dei paesi nordici, che hanno investito quote maggiori di Pil sulla cura. Una sfida che, per la sindacalista, implica anche ribaltare la logica del modello neoliberista, in cui la cura resta un fatto privato e il lavoro non retribuito tiene bassi i salari di tutti.
Ascoltiamo Tania Scacchetti, segretaria nazionale Spi Cgil Firenze
Chiara Tozzi, segreteria Spi Cgil Firenze
Nicola Sciclone, Direttore Irpet
Donata Graziani, cargiver




