Pensioni. Cgil: pensioni al 1° punto della Legge di stabilità

Firenze – Novità sulle pensioni. Il governo in questi giorni ha promesso interventi per rendere flessibile l’uscita, purché questi siano compatibili con i conti pubblici e con gli obiettivi del Documento di economia e finanza.
“Sono possibili correttivi per chi è vicino ai requisiti ma in difficoltà con il lavoro” ha spiegato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.
Il testo dei “correttivi” dovrebbe essere pronto entro il 15 ottobre, data del varo della Legge di stabilità.
Le misure di flessibilità dovrebbero essere mirate alle lavoratrici (con l’applicazione della cosiddetta “opzione donna”, consentendo loro di pensionarsi con 57 anni d’età e 35 di contributi, ma con tutto l’assegno calcolato col metodo contributivo) e ai disoccupati anziani, per i quali è allo studio il cosiddetto “prestito pensionistico”, proposto dall’ex ministro Giovannini, consistente in un assegno di alcune centinaia di euro da restituire poi quando si percepirà la pensione.
“A giorni alterni abbiamo informazioni assolutamente diverse da parte dei ministri e dallo stesso presidente del Consiglio” spiega Susanna Camusso: “Ben venga se il governo ne discute, ma siamo pronti a mobilitarci se non ci sarà questa scelta nella Legge di stabilità”. Per il segretario generale della Cgil la soluzione del nodo-pensioni va considerata una priorità della nuova Legge di stabilità.
Nella relazione conclusiva della Conferenza di organizzazione, tenuta venerdì 18 settembre, la segretaria della Cgil Susanna Camusso aveve lanciato un appello a Cisl e Uil: “Siccome è stata fatta una legge sbagliata, abbiamo persone che devono pagarsi la pensione con penalizzazioni e prestiti. Per questo riteniamo che le pensioni debbano essere al primo punto della Legge di stabilità. E lo dico a Furlan e Barbagallo: su questo organizziamo una grande mobilitazione unitaria”.




