Pensioni: da Firenze, Camusso: si cambi o scendiamo in piazza
Firenze – Duemila persone si sono riunite al Mandela Forum di Firenze per gli attivi interregionali di Cgil, Cisl e Uil.
“Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani” è stata la parola d’ordine dell’incontro. Oltre a Firenze, gli attivi si sono svolti a Torino e Bari.
Al Mandela Forum di Firenze molti lavoratori e delegati hanno preso la parola dal palco. Massimo Schembri, addetto dei beni culturali e delegato della Uil Toscana, ha detto: “Tante colleghe si sono trovate, da un giorno all’altro, con la chimera di andare in pensione. Il tema di oggi, cambiare le pensioni e dare lavoro ai giovani, ci ricorda che la situazione nel pubblico è paradossale: si allunga l’età pensionabile, i giovani non riescono ad entrare. Da anni lo diciamo con forza: da questo punto di vista non si sblocca nulla”.
“Bisogna cambiare questo sistema di prevenzione anche per garantire pensioni degne ai giovani d’oggi alle prese con precariato, crisi e voucher”. Così Raffaella Del Vecchio, delegata Cgil alla Tod’s di Sant’Elpidio (Fermo). Ma non basta: “Dobbiamo anche difendere il lavoro che c’è e lottare per quello che manca, perché senza un lavoro non si costruisce nessuna pensione”.
A concludere l’attivo a Firenze è stata la segretaria nazionale della Cgil, Susanna Camusso. “Con le modalità che ormai conosciamo scopriremo solo dopo il voto cosa c’è dentro la Legge di Stabilità. Diamo per scontato che non ci saranno le risposte che chiediamo sulle pensioni”, ha detto Camusso, durante il suo intervento.
“Allora – ha aggiunto – il primo messaggio che lanciamo oggi, a Firenze, Torino e Bari, è che noi non ci scoraggiamo. Noi continuiamo perché pensiamo che il governo sbagli a non affrontare la riforma delle pensioni, perché così facendo continua ad aumentare la disoccupazione giovanile”.
Sono molte le richieste dei sindacati, ribadite nel corso dei tre appuntamenti.
Le confederazioni chiedono di tutelare le pensioni in essere: le manomissioni dei meccanismi di perequazione, operate dai vari governi negli anni, hanno violato i diritti dei pensionati.
Ma la rivalutazione delle pensioni e la difesa del potere d’acquisto non sono privilegi: occorre prevedere meccanismi di salvaguardia nel tempo e tornare alla normativa sulla rivalutazione prima del blocco della legge Monti-Fornero.
Dare lavoro ai giovani è l’altro punto centrale. Per Cgil, Cisl e Uil “è necessario un intervento strutturale di riforma che dia certezze ai lavoratori e alle lavoratrici, giovani e meno giovani, e restituisca una parte delle risorse risparmiate sulla loro pelle”. Il mercato del lavoro va sbloccato per creare occupazione.
Su eventuali misure che leghino l’accesso anticipato al ricalcolo della pensione col contributivo, i sindacati ribadiscono “assoluta indisponibilità”.
Il problema degli esodati è l’altro grande nodo da sciogliere. Riconoscere il lavoro di cura e la diversità dei fattori, ovvero i lavori usuranti, è l’ultima importante richiesta.






