Sanità: anziani più malati rispetto a 10 anni fa
Firenze – I tagli alla sanità di questi ultimi anni sono stati dolorosi e le diseguaglianze crescono anche sul versante delle cure: gli anziani con problemi di salute aumentano; la spesa privata per curarsi sale del 14% e 2,7 milioni di italiani rinunciano a visite e analisi.
I dati emergono nell’undicesimo Rapporto del Crea sanità dell’Università Tor Vergata, presentato a Roma dal titolo eloquente «L’universalismo diseguale».
Ne parla oggi Paolo Russo su “La Stampa”. Solo 10 anni fa i nostri ultrasettantacinquenni con problemi di salute erano meno del 55%. Un record europeo, visto che la media era quasi di 10 punti superiore. Ora quella forbice si è ridotta a soli 4 punti con noi al 63%.
“Il peggioramento della performance italiana non è distribuito equamente», sottolinea il rapporto, che indica nella classe media quella più a rischio di “razionamento” delle cure. Questo probabilmente perché i più ricchi possono comunque ricorrere al privato, mentre i più poveri sono almeno esenti dai super-ticket.
I fenomeni di impoverimento per le spese socio-sanitarie si sono ridotti (100mila famiglie in meno avrebbero varcato la soglia di povertà), ma resta il fatto che 2,7 milioni di italiani ha rinunciato a curarsi per motivi economici.
La cura dimagrante ha riguardato anche l’offerta dei farmaci. II consumo di quelli innovativi approvati dall’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, è inferiore del 38,4% rispetto a quelli medi di Francia, Germania, Spagna e Regno Unito.
Come si esce da questo impasse lo spiega Federico Spandonaro, Presidente del Crea: «Occorre una moratoria che mantenga invariata la spesa sul Pil. Con la certezza delle risorse disponibili sarà poi possibile rivedere la lista delle priorità d’intervento».





