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Daniele Stolzi, segretario Spi Cgil Firenze: sanità e occupazione priorità nella contrattazione

Gennaio 9th, 2012 in Le nostre iniziative by Nicoletta Bardossi

Firenze – Da oggi si ricomincia; si rientra nel pieno dell’attività lavorativa e il nuovo anno viene avanti con tutte le sue incognite. Iniziamo questa settimana con un’intervista a Daniele Stolzi, segretario generale dello Spi Cgil Firenze al quale abbiamo chiesto, tra le altre cose, di tracciare un bilancio dell’anno appena concluso e di fare il punto sulle sfide che attendono lo Spi Cgil e il paese nel 2012.

Segretario Stolzi, che anno è stato il 2011 per lo Spi Cgil Firenze?

Il bilancio 2011 con l’ultima manovra del Governo Monti non tende al positivo; sulle pensioni – lo specifico dello Spi – la manovra è intervenuta in maniera piuttosto pesante; anche se qualcosa siamo riusciti a spostare come la rivalutazione delle pensioni a tre volte il minimo (parliamo comunque di 1400 euro lordi) l’allungamento dell’eta pensionabile in generale e quella per le donne ha fatto pendere l’ago della bilancia verso il negativo. Complessivamente possiamo dire che la gestione delle attività del sindacato dei pensionati della provincia di Firenze è stata soddisfacente; le iniziative delle 30 leghe e sub leghe, diffuse in tutti i Comuni del territorio, sono state molteplici e tutte hanno risposto con efficacia alle numerose richieste di informazioni arrivate da tanti cittadini allarmati dalle novità in campo pensionistico; pensiamo perciò di aver soddisfatto gli iscritti e non con i nostri servizi e le nostre informazioni.

A questo proposito avete avuto molte richieste da parte di pensionati costretti ad aprire un conto corrente dopo la decisione di bloccare il pagamento cash delle pensioni?

I contatti sono stati numerosi. Sulla questione penso che se si decide di tracciare i pagamenti in contanti oltre mille euro questo vale per tutti; per i pensionati è però particolarmente difficoltoso perché per alcuni non si tratta solo della riscossione della pensione ma della gestione della stessa. Il punto più critico è che aprire un conto corrente è oneroso ed essendo un obbligo bisognerebbe che questi costi fossero ridotti al minimo; e questo non lo può fare il Sindacato con convenzioni; ci vuole una normativa che obblighi i soggetti che tengono i conti correnti o quelli postali ad offrire questi servizi a costo zero o molto ridotti.

Welfare. Qual è la situazione?

Se le manovre del governo Monti sono state rapide, dolorose e poco concertate è dovuto al fatto che il governo Berlusconi non ha governato la crisi e non ha fatto nulla per evitare che ci travolgesse. Sulla spesa sociale il governo Berlusconi oltretutto era già intervenuto in modo pesante: nel 2008 la spesa era di circa 1 miliardo e 600 milioni di euro; ridotti nel 2012 a meno di 300. Questo dà un’idea della situazione drammatica in cui ci troviamo. Da aggiungere a questo c’è l’azzeramento del Fondo per la non autosufficienza di 400 milioni; tanto che su questo fronte per venire incontro alle esigenze di tante persone non autosufficienti faremo un un accordo con la Regione Toscana anche se non sappiamo quanto potrà andare avanti. C’è infatti il “Patto di Stabilità” sui bilanci degli Enti pubblici che produce effetti paradossali impedendo a Regioni e Comuni virtuosi di spendere risorse che hanno in cassa. Ad esempio la Regione non può spendere in campo sociale, pur avendoli, dai 9 ai 14 milioni ( ancora non è chiara la cifra). Abbiamo perciò grosse difficoltà a mantenere i servizi che ci sono oltre alla ricaduta sul lavoro: venendo meno i servizi viene meno l’occupazione come quella delle cooperative private e della RSA!

Le sfide del 2012. Quali sono i primi appuntamenti attendono lo Spi Cgil Firenze?

I primi appuntamenti sono obbligatori; comincia, infatti, la stagione della contrattazione sociale e quindi cominciare a discutere con i Comuni i bilanci e con le Società della Salute delle risorse disponibili e del loro utilizzo. Noi siamo ben consapevoli del fatto che le risorse sono diminuite ma questo non vuol dire prendere atto in modo notarile della situazione; per il Sindacato significa fare delle scelte, stabilire delle priorità, e con queste priorità andare alla contrattazione; per lo Spi e la Cgil le priorità sono sicuramente due: il sistema salute in generale (il sociale, il sanitario, l’assistenza) e l’occupazione. Con queste priorità ben presenti, ci presenteremo ai tavoli di confronto sapendo bene che la tassazione sui cittadini proviene da diversi enti, l’intervento nazionale che costringe le Regioni di aumentare del 33% l’Irperf, che dà ai Comuni la possibilità di incrementare Irpef e l’Ici introdotta a livello nazionale (Imu); tutte tasse che alla fine si riversano sempre sui contribuenti e quindi bisogna fare in modo, perché ci sia equità, che le risorse drenate siano finalizzate a fornire servizi efficienti ed efficaci agli stessi.

Author: Nicoletta Bardossi

Giornalista; videoreporter, contenuti multimediali.

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