Nazzareno Desidera, iscritto alla Cgil Firenze dal 1946
Firenze – Oggi nella sede in via Borgo dei Greci, 3 a Firenze è arrivato un iscritto “storico” con la tessera CGIL che risale all’anno 1946. La nostra segretaria Valeria Cammelli lo ha incontrato e ne ha raccolto ricordi e riflessioni.
Nella storia di Nazzareno Desidera è contenuta la storia di tanti italiani che con fatica e sacrifici hanno costruito la parte migliore del nostro Paese.
Ecco il resoconto dell’incontro tra Valeria e Nazzareno:
Oggi ho avuto il privilegio di parlare con un nostro iscritto dal 1946: si chiama Nazzareno Desidera ed è venuto a Firenze da Anagni – “dove tirarono lo schiaffo a Bonifacio XIII°”- a vent’anni per il servizio militare.
Di quel periodo conserva un vivissimo ricordo perché “il 10 marzo del ’40, quando parlò…(non nomina Mussolini, lo fa dire a me) ero a fare le manovre in Casentino. Ci fecero subito rientrare e ci mandarono in Piemonte. Ero nel corpo “artiglieria da campagna ippotrainata” responsabile della selleria, i finimenti erano la benzina di quel tempo e gli animali venivano prima degli uomini. Era una vita abbastanza dura.
”Poi tutto il percorso di guerra, con l’invio nei Balcani, il ferimento, il rientro fortunoso e tutte le difficoltà del passaggio del fronte a Cassino “lontano solo 80 Km da Anagni”.
Dopo la guerra il ritorno a Firenze dove, lui ventenne lei quindicenne, aveva lasciato la fidanzata.
“Dal 1946 sono iscritto alla CGIL perché lavoravo come stagionale in un piccolo calzaturificio di via Lanza: ci facevano lavorare 3 o 4 mesi e poi, quando c’era da fare il campionario, ci facevano segnare al collocamento. L’Italia era da rifare, ma allora c’era l’artigianato che funzionava. “Quando abbiamo cominciato con il sindacato non si potevano fare le riunioni in azienda, ci si trovava al bar o da qualche parte… Fare il sindacalista era pericoloso.” “Poi sono andato a lavorare dal Rangoni, dal ’59 al ’63, ma quando iniziarono a morire operai per il mastice, mi cercai un altro lavoro e ho fatto il magazziniere fino alla pensione.”
“Quelli delle mie generazioni ci siamo fatti tutta la ricostruzione della città e dell’Italia, abbiamo superato l’alluvione! Ho fatto tanti scioperi per conquistare i diritti dei lavoratori, anche quando la polizia non era tenera e comandava Scelba. In Piazza Santa Croce, alle manifestazioni, mi sono fatto autografare la mia prima tessera da Luciano Lama e da Pizzinato. Sono sempre stato iscritto alla CGIL e mi sono trovato sempre bene… Ora non posso più partecipare: BISOGNA CHE MI ADEGUI ALL’ETA’, sono bisnonno di un ragazzo di vent’anni ! ”
Caro Sig. Desidera, conserverò sempre le riflessioni e le memorie che ci ha voluto raccontare come un regalo speciale, perché punteggiate con emozioni personali che nessun libro di storia può riprodurre. (Valeria Cammelli)







