Primo Rapporto sulla Contrattazione sociale presentato a Firenze. Lamonica (Cgil): "la manovra uccide il paese"
Firenze – E’ stato presentato stamani a Firenze in un meeting organizzato da Spi Cgil Toscana e Cgil regionale il primo Rapporto sulla Contrattazione sociale. Sono emersi dati incoraggianti, secondo i quali in regione, la contrattazione ha retto l’urto della crisi economica.
Secondo il Rapporto – realizzato da IRES Toscana e presentato dalla ricercatrice Chiara Bonaiuti – la Toscana è una delle regioni in cui la contrattazione sociale e territoriale è più diffusa, collocandosi a livello nazionale al 4° posto dopo Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte.
I dati sulla contrattazione fanno riferimento al triennio 2009-2011. Complessivamente sono stati raccolti 238 documenti sugli accordi siglati: al primo posto c’è la provincia di Siena (44 documenti), seguita da Firenze (43) e Lucca (38).
La maggior parte degli accordi con gli enti locali, in particolare Comuni, vede tra i firmatari i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil (87,7%) e le relative leghe dei pensionati (61,6%).
Il segretario dello Spi Cgil della Toscana non ha però nascosto le difficoltà: ”abbiamo delle difficoltà con qualche amministrazione”, ma ”i problemi maggiori ci sono con Firenze. Se il Governo nazionale discrimina la Cgil con gli accordi separati, a Firenze si discrimina Cgil, Cisl e Uil. Auspichiamo che la giunta comunale non consideri piu’ in futuro il confronto con il sindacato una perdita di tempo”.
Sul futuro a pesare è anche la manovra annunciata dal Governo. Su questo è intervenuta, a margine della presentazione, la segretaria confederale Vera Lamonica:
“E’ una manovra ”che uccide il Paese” e ”assolutamente inaccettabile”; “una manovra molto pesante – ha aggiunto -, che fa un’operazione pesante su welfare e servizi sociali, ed è insostenibile per il Paese. E’ una manovra inefficace perché non ha nulla sull’occupazione e sulla crescita, indispensabili in questo momento per far uscire il Paese da una fase recessiva”. ”E poi è una manovra profondamente ingiusta – ha concluso – perché scarica tutti i costi sui lavoratori dipendenti, sui pensionati, sui ceti medi, sui più deboli”.




