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Stolzi al Circolo delle Vie Nuove: le priorità per ricostruire il Paese

Gennaio 30th, 2012 in Le nostre iniziative by Nicoletta Bardossi

Firenze – Come sta cambiando il paese? Quali gli effetti del decreto SalvaItalia? Sono sufficienti le azioni intraprese dal governo Monti per rilanciare il lavoro, l’occupazione e lo sviluppo? Quali i modelli per uscire da questa crisi mondiale generata dal capitalismo finanziario?

In un affollato incontro che si è svolto ieri pomeriggio al Circolo delle Vie Nuove il segretario generale dello Spi Cgil Firenze, Daniele Stolzi ha affrontato questi temi offrendo una serie di spunti e di riflessioni sugli ultimi mesi della vita politica e sindacale italiana.

Il segretario ha ricordato gli scenari che hanno portato al “governo d’emergenza”; al “ governo dei tecnici”: dopo aver misconosciuto la crisi – denunciata invece da anni dalla Cgil – il governo Berlusconi l’ha lasciata avanzare, senza governarla; fino a quando, quest’autunno, il Paese si è trovato ad un passo dal baratro; dal default finanziario.

Le manovre di Tremonti, tre manovre per oltre 170 mila miliardi, non sono servite: sono state mangiate dagli interessi del nostro debito e dalla crescita del famigerato “spread”.

Non c’era alternativa, ha detto Stolzi al governo tecnico: era l’unica soluzione per riguadagnare serietà e credibilità di fronte all’Europa. Dalla crisi non siamo fuori ma a qualche mese di distanza dalla dimissioni di Berlusconi, ha detto il segretario, ci sono degli spiragli positivi.

Non mancano le critiche. Era chiaro che il governo Monti avesse bisogno di reperire immediatamente risorse ma è andato a prenderle dove era più facile, dai “soliti noti”, attaccando le pensioni ed i pensionati, senza un vero confronto con le parti sociali e senza quel tratto di “equità” che il Sindacato si sarebbe aspettato.

Per questo la Cgil non ritiene il capitolo delle pensioni chiuso.

Quello che la riforma è andato a toccare, ha detto Stolzi è “ il ciclo di vita delle persone” ricordando le parole della ministra Fornero; il che vuol dire, cambiare le loro progettualità e ha sottolineato Stolzi, tra le altre cose, mettere in discussione il “lavoro di cura” delle donne; uno degli ammortizzatori sociali del paese, insieme ai pensionati.

E’ mancata la “patrimoniale” mentre l’aumento della tassazione strutturale sui capitali scudati è giudicata in modo sufficiente dal Sindacato. Altri punti critici riguardano la mancanza di politiche per welfare e la sanità già duramente attaccati dal precedente governo.

Sulla spesa sociale il governo Berlusconi era già intervenuto in modo pesante; da circa 1 miliardo e 600 milioni di euro nel 2008 siamo passati a meno di 300 milioni nel 2012.

Stolzi ha ricordato anche l’azzeramento del Fondo per la non autosufficienza: 400 milioni che nel 2012 verranno garantiti dalla Regione ma per il futuro? Allo stesso tempo diminuiscono i soldi per il Sistema Sanitario nazionale. Così vengono meno gli strumenti solidaristici universali – come sanità e salute –  che hanno un ruolo centrale, invece, nell’azione della Cgil.

Tre i punti da affrontare per ricostruire il paese: puntare su crescita e occupazione; redistribuire il reddito (in Italia – dati Istat – il 50% della ricchezza è detenuta dal 10% della popolazione); tassare le rendite finanziare che non creano ricchezza per il paese; e ultimo, ma non meno importante, vigilare sul tipo di relazione che il governo sta instaurando con i Sindacati.

Il timore, fondato, ha ricordato Stolzi è che ci sia una volontà, non dichiarata, di voler ricondurre il sindacato al suo ruolo strettamente economico, offuscando la sua azione generale nella tutela dei diritti dei lavoratori, con conseguenze immaginabili sulla sua capacità di incidere sulla realtà sociale.

Gli incontri e le assemblee tra gli iscritti proseguiranno per informare i cittadini sui cambiamenti in atto nel paese e raccogliere proposte, suggerimenti e decidere le prossime azioni del Sindacato.

Author: Nicoletta Bardossi

Giornalista; videoreporter, contenuti multimediali; streaming e reportage

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